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Maurizio Nichetti: a proposito di
Mammamia!
Non ho mai voluto
frequentare una serialità comica muta ben conoscendone rischi e
difficoltà. Con
MAMMAMIA! prima è venuto il tema, l’argomento, la voglia di
considerare
protagonista una donna dai gesti comuni, dai problemi quotidiani, alle
prese
ogni giorno con mille piccoli appuntamenti, responsabilità
continue, libertà
limitate. In epoca televisiva di reality
show,
mostrare la realtà da un’angolazione più ironica mi
è sembrata un’occasione da
non perdere. Angela Finocchiaro è un’attrice unica, non solo nel
panorama
italiano, un’amica che ritrovo sempre con piacere sul set. Il suo
essere donna
comune, il suo sapersi muovere al di sopra e al di fuori delle mode, mi
è
sempre piaciuto. Parlando insieme del progetto non ci nascondevamo i
problemi.
Entrare in una casa come tante, in punta di piedi, registrare il
quotidiano nel
suo ripetersi costante e cercare, nello stesso tempo, di sorridere di
gesti fin
troppo conosciuti era una sfida stimolante. Piena di incognite. Come quella di lavorare con bambini
piccoli, allegri, giustamente inconsapevoli delle regole del lavoro.
Cercare di
filmarli senza essere visti, senza perdere la loro gioia, la loro
ingenuità, i
loro stupori era per noi più che un impegno, un obbligo. Le idee
ci riempivano
i tavoli di discussione da sole, arrivavano senza essere state
convocate, la
vita di una mamma e dei suoi tre figli è piena di piccole grandi
avventure. Un
breve tragitto in macchina, un pieno di benzina, una sveglia, un
rubinetto
difettoso, un ferro da stiro, un’influenza…
e poi i nonni, la baby-sitter, i figli degli altri sempre
più belli,
sempre più bravi… tutto diventa
avventura quotidiana, inevitabile, per affrontare la quale bisogna
sfoderare
ogni giorno una forza e un eroismo di tipo molto particolare e, quasi
sempre,
misconosciuto. Con Nello Correale
ci siamo imbarcati, con buona dose di incoscienza, in questa avventura
e con lo
svilupparsi delle sceneggiature abbiamo capito che tutto quello che
stava
nascendo davanti ai nostri occhi non aveva bisogno di parole. E
così mi sono
ritrovato, dopo tanti anni, a girare ancora senza dialoghi, sicuro che
un
linguaggio visivo può raccontare, di noi e della nostra vita,
più di mille
parole. Proprio come una mamma che
guardando
negli occhi i suoi figli sa già tutto. |