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Il regista Maurizio Nichetti e’ stato invitato ad una trasmissione televisiva per presentare il suo ultimo film,
"Ladri di saponette", in programmazione quella sera stessa. Nel frattempo, una tipica famiglia sta discutendo di fronte al televisore,
senza riuscire a decidere quale programma vedere. Lo zapping si ferma casualmente sulla trasmissione in cui viene presentato il film
di Nichetti. Un critico (Claudio G. Fava), in presenza dell’autore, sta raccontando l’intera trama del film, un film drammatico,
fotografato da un severo bianco e nero, che si svolge nell’Italia del dopoguerra. Alla fine della presentazione, partono i titoli
di testa di "Ladri di saponette".
Il film racconta la storia di Antonio Piermattei, di sua moglie Maria e dei loro due bimbi, Bruno
e Paolo, una storia di disoccupazione, povertà e di gravi problemi familiari. Dopo pochi minuti, proprio nel momento in cui lo spettatore
incomincia ad entrare nell’atmosfera del film, ecco che arriva il primo spot pubblicitario...
La pubblicità interrompe costantemente il film e il povero bianco e nero del dopoguerra si alterna ai colori sfavillanti dei consumistici anni ‘80.
La famiglia di telespettatori segue pigramente le immagini che si susseguono sullo schermo, mentre Nichetti, ancora nello studio televisivo,
diventa sempre più irrequieto. Dopo tutto é lui che ha scritto il film ed é il solo a rendersi conto della perdita di atmosfera, del ritmo
spezzato e dei danni causati dalle continue interruzioni. Improvvisamente la città é colta da un blackout totale. La casa della famiglia
di spettatori é al buio. Anche nello studio televisivo é andata via la luce. In pochi minuti il guasto é riparato e la trasmissione riprende,
ma c’é qualcosa che non va: la fotomodella di uno degli spot si é persa nell’etere e si é ritrovata nel bel mezzo del bianco e nero del film,
sconvolgendo la vita della famiglia Piermattei! Nichetti, a questo punto, sente il bisogno morale di intervenire in prima persona, cercando di
recuperare la trama originale del film. Ma ormai é troppo tardi, perché anche i suoi personaggi sono stati contaminati dal mondo della pubblicità.
I telespettatori rimangono freddi e indifferenti, capiscono solo ciò che possono o ciò che vogliono capire. Come ogni sera, se ne vanno a letto
con gli occhi colmi delle immagini e dei personaggi creati da quello strumento domestico che si chiama televisione.

Tutti gli effetti speciali del film sono stati realizzati con truke vericali tradizionali. Il colore entra nel bianco e nero e viceversa.
La tecnica utilizzata è quella dei mascherini e contromascherini. Tutte le immagini in bianco e nero sono state ripassate
in truka verticale per portarle sul negativo a colore e poterle controllare in stampa.

     

     

   

   

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