È
arrivato Rochefort... Jean Rochefort! Che emozione! Che fortuna
per me che studio cinema!! Vorrei chiedergli tante cose, ma ho paura
di essere inopportuna, però una volta vorrei tanto chiedergli
qualche aneddoto della sua vita. Ha già conquistato tutti
con la sua gentilezza e le sue battute. Non le capisco perchè
sono in francese e non lo parlo, ma rido perchè lui è
divertente e simpatico. Ho notato che alcune donne della troupe
fanno le svenevoli con lui. Devo farla anch'io? O la sto già
facendo senza essermene accorta? Voglio chiedergli un autografo,
ma non voglio essere ridicola. Come mi devo comportare? Ho sentito
dire che sette della troupe non sono ancora arrivati. Sono iniziate
le ricerche.
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Mario
è stato ritrovato. Il capo dei macchinisti era uno dei sette
non arrivati. Raggiungere Melancias non è stato facile per
nessuno, ma Mario è stato anche sfortunato. Oggi quando è
arrivato era magrissimo e molto giù di morale. È stato
in carcere tre giorni perchè alla dogana ha dichiarato di voler
passare con un bazooka. I doganieri nel dubbio l'hanno trattenuto
per accertamenti. Dopo due giorni è riuscito a spiegare a gesti
che il bazooka nel cinema serve a reggere la macchina da presa. Degli
altri sei mai arrivati non abbiamo ancora notizie.
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È
ancora buio quando partiamo per raggiungere il set. Sono riuscita
a capire che oggi si gira con un taxi di quelli inglesi. Dopo vari
passaggi su e giù il padrone dell'auto lo ha quasi fatto
andare giù da una scarpata con dentro gli attori. Diceva
di stare tranquilli, mentre Nichetti sudava freddo e Rochefort,
che parla solo francese e non capiva, rideva divertito. Il taxi
si è rotto e andava solo in retromarcia. Hanno dovuto chiamare
un altro taxi per sostituirlo, ma quando è arrivato sembrava
appena uscito dalla fabbrica e il padrone non voleva farlo usare
ad altri. Poi verso l'una finalmente il produttore ha fatto pipì.
Dico finalmente perchè andando verso i bagni ha visto la
soluzione del problema, la jeep che trainava le toilette. Da oggi
il taxi è diventato una jeep.
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Mi
sono tagliata i capelli, è stato il taglio più emozionante
della mia vita. Infatti scrivo di questo invece che del set, ma oggi
sono proprio scombussolata e non ho pensato che al mio taglio. Lui
mi ha chiesto, sto parlando di Matteo il ragazzo che si occupa dei
capelli degli attori, se volevo un taglio, io ho detto sì e
da quel momento non ho pensato ad altro. Sul set dev'essere successo
sicuramente qualcosa perchè hanno girato 1300 metri di pellicola,
ma io non ho visto niente, vedevo solo lui e l'ho fotografato. Non
è bellissimo? Non è il ragazzo più affascinante
del mondo? Ha anche un accento strano e parla mille lingue tra cui
il russo, è fantastico. È facile innamorarsi sul set,
oggi ho capito questo.

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Il
cinema non lo fa il regista, ma il tempo. È quello che ha detto
Nichetti dopo che il cielo coperto ha bloccato le riprese per un bel
po'. È successo così: tutto era pronto per girare, ma
poi una nuvola copriva il sole e bisognava fermarsi. Quando tornava
bello e di nuovo tutto era pronto per girare, arrivava un'altra nuvola
che bloccava le riprese. Poi le nuvole sono passate ed è arrivato
il vento. Sollevava una polvere allucinante, allora Nichetti ha deciso
di usare la polvere per una gag, ma quando ha dato il via per le riprese
il vento si è calmato e non è più arrivato. Il
produttore si è scolato un bel po' di birre dal nervoso perchè
secondo lui la luce andava bene, il sole non era necessario e la polvere
impoveriva il film. Alla fine Nichetti ha ringraziato tutti ed è
andato a dormire. Ho fotografato il cielo per farvelo vedere.
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Veramente,
ogni giorno imparo qualcosa, ed oggi ho avuto una esperienza che posso
definire audio-visiva. Per fare una bella foto di scena mi sono messa
in un punto strategico, dove nessuno poteva vedermi, ma dove avevo
una perfetta visione di tutta l' inquadratura. Era una scena a due,
molto delicata. Tra l'altro, era un piano-sequenza, cioè, una
scena girata senza stacchi. Sono iniziate le solite urla prima di
girare: Silenzio! Pronti! Motore! Partito! Ciak! Azione! La scena
è iniziata e io ho deciso di scattare la foto. Non mi ero ricordata
di spegnere il flash e ho sentito il più forte "STOP!!!"
della mia vita. Sono anche riuscita ad accecare il regista, l'attore,
il direttore della fotografia e l'operatore. Cinque minuti fermi!
Che vergogna! Meno male oggi è sabato e si lavora metà
giornata. Comunque sono contenta perchè mi è sembrato
che tutti si siano accorti di me.
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È
mezzogiorno, scendo giù nella hall sperando di incontrare Matteo.
Non c'è. Risalgo. Ridiscendo con fare indifferente e non c'è.
Vado su e giù diverse volte finchè lo vedo. Il cuore
mi batte fortissimo e decido di usare il cinema: silenzio, motore,
partito, ciak... Azione! Mi butto verso di lui. In quel momento entra
in ascensore e sparisce. Odio gli ascensori e la domenica. Meno male
che domani lo vedo sicuramente. Passo il resto della giornata al bar,
ma non vi faccio vedere nessuna foto perchè sarebbe uguale
a quella di domenica scorsa.
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